"Congedo Papà" : dal 2018 sarà di quattro giorni obbligatori

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Il congedo di maternità o di paternità è un’indennità che lo Stato riconosce ai neogenitori al fine di garantire, al bambino, il diritto ad un’adeguata assistenza. Le mamme e i padri lavoratori hanno entrambi il diritto ad assentarsi con modalità e tempistiche differenti. Nel caso della madre sono previsti diversi mesi di congedo obbligatorio, dovuti anche allo stress psico – fisico derivante dalla gravidanza e dal parto; nel caso del padre, invece, sono previsti solo pochi giorni. Quali le differenze tra madre e padre? Per la madre è previsto un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro a partire dai due mesi precedenti la presunta data del parto e per i tre mesi successivi, per un totale di cinque mesi di conged di maternità obbligatorio. Per il padre, al momento, sono previsti due giorni di congedo di paternità obbligatorio. Negli ultimi anni, però, il legislatore è più volte intervenuto in direzione di un richiamo alla condivisione della genitorialità tra padre e madre e all’equa distribuzione dei diritti individuali oltre che doveri verso il figlio. Proprio per questo motivo tra il 2016 e il 2018 il congedo di paternità obbligatorio è stato, e sarà, al centro di alcune interessanti modifiche. Tra le novità introdotte nel 2016 c’è il passaggio da uno a due giorni obbligatori di congedo per il neo papà lavoratore. La legge di Stabilità 2016, infatti, ha introdotto per via sperimentale un periodo di due giorni obbligatori e due giorni facoltativi. Per il 2017 la Legge di bilancio (ex-stabilità) ha confermato solo i due giorni obbligatori. Questa proroga sarà garantita con uno stanziamento di 31,2 milioni di euro che serviranno a coprire i costi relativi al 2017 (indicativamente sui 20 milioni) e parzialmente quelli per il 2018 (indicativamente stimati sui 41,2 milioni). Per quanto riguarda la scelta del periodo di congedo, il padre potrà usufruirne entro e non oltre il quinto mese di vita del bambino. L’ulteriore novità scatterà nel 2018. Il periodo di congedo obbligatorio retribuito passerà dagli attuali due a quattro giorni. Inoltre, sarà di nuovo previsto il congedo facoltativo di un giorno. Per quest’ultimo, il padre potrà usufruirne solo in alternativa alla madre in astensione obbligatoria. Ciò vuol dire che se il padre decide di usufruire del congedo facoltativo la madre dovrà anticipare il termine del congedo per un numero di giorni pari al numero di quelli fruiti dal padre. Si precisa che, per quanto riguarda i giorni di congedo di paternità obbligatoria, potranno essere usufruiti anche in contemporanea al congedo di maternità obbligatoria. A quali categorie di lavoratori spetta l’indennità? Possono accedere al beneficio i padri lavoratori dipendenti anche adottivi e affidatari entro e non oltre il quinto mese di vita del figlio, per aventi parto, adozione e affidamenti dal 1° gennaio 2013. Quale l’ammontare dell’indennità? Al padre lavoratore che presenterà domanda di congedo di paternità è riconosciuto l’obbligo di astenersi dalla prestazione lavorativa per due (2017) e quattro (2018) giornate, sulle quali si avrà diritto non soltanto alla retribuzione piena ma anche alla contribuzione figurativa, ovvero ai contributi calcolati in misura piena, come previsto per una normale giornata di lavoro. Nella generalità dei casi l’indennità è anticipata in busta paga dal datore di lavoro e successivamente conguagliata. Ci sono alcuni casi in cui è l’INPS a pagare direttamente il lavoratore, come previsto per l’indennità di maternità in generale (msg. INPS n 18529 e msg. INPS n. 28997).  Al variare di questi casi varia la procedura di accesso al beneficio. Nell’alternativa in cui l’indennità per il congedo di paternità è anticipata dal datore di lavoro e poi conguagliata, la richiesta per il congedo da parte del dipendente deve essere presentata per iscritto direttamente al datore di lavoro. Nella richiesta devono essere comunicate le date in cui il padre intende fruire dell’astensione dal lavoro, con un preavviso di almeno 15 giorni. Se il lavoratore desidera utilizzare i giorni spettanti in occasione della nascita del figlio, comunicherà la data presunta del parto. Nei casi in cui il pagamento dell’indennità di congedo spetti direttamente all’INPS, il lavoratore dovrà presentare richiesta per via telematica compilando il "modulo domanda congedo papà INPS" tramite il PIN dispositivo INPS; in alternativa è possibile fare richiesta tramite Contact Center Integrato – n. 803164 oppure tramite Patronati. L’introduzione dei quattro giorni obbligatori in vigore dal 2018 sono un passo avanti verso l’integrazione dei diritti dei neo papà. Rispetto al resto d’Europa, però, l’Italia è ancora indietro. Solo a titolo di esempio Danimarca, Regno Unito e Spagna prevedono due settimane di congedo di paternità obbligatorio. E’ necessario chiarire che oltre al congedo di paternità e maternità, la legge prevede un ulteriore congedo chiamato "congedo parentale" o "maternità facoltativa". Questa assenza, di carattere appunto facoltativo, prevede una durata massima di dieci mesi (aumentabile fino a undici) cumulabili tra madre e padre per un massimo di sei mesi a genitore. I sei mesi sono elevabili a sette nel caso in cui il padre lavoratore si astenga da lavoro per un periodo non inferiore a tre mesi. Casi particolari riguardano il genitore solo (padre o madre) che ha la possibilità di astenersi per un periodo di tempo continuativo o frazionato non superiore a dieci mesi. Il congedo parentale è solo parzialmente retribuito fino ad un massimo di sei mesi (complessivi tra i due genitori) e, dal 2015, può essere usufruito anche in modalità oraria sino ai 12 anni di età del figlio.

Articolo a cura di Claudia Cavazzoni, C.E.O. di Archimede S.p.a. pubblicato sul quotidiano "La Voce di Reggio Emilia" il giorno 05 febbraio 2017.