Mercato del lavoro, apprendistato in crescita

Positivo il saldo del mercato del lavoro grazie ai contratti a termine e apprendistato mentre calano i tempi indeterminati. Il periodo gennaio – aprile 2017 registra una crescita significativa dei contratti in apprendistato. A parità di periodo il 2016 vedeva un incremento sul 2015 di +7,7 mentre il 2017 rispetto al 2016 vede un balzo a doppia cifra di +30,6%. Le imprese tornano a scegliere l’apprendistato. La maggior parte delle attivazioni è localizzata al Nord Italia, con l’incremento trainato dalla Lombardia, dal Veneto e dall’Emilia Romagna. Il settore del commercio, autoriparazione, logistica, trasporti e servizi di ristorazione vede la maggior parte delle attivazioni di apprendisti con una percentuale pari al 45% del totale. Si ravviva l’interesse delle imprese che confermano, nel 2017, il 30% dei contratti di apprendistato al termine del periodo formativo. In sintesi, quali sono le caratteristiche generali dell’apprendistato? L’apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato che nasce principalmente come strumento rivolto ai giovani di età compresa dai 15 ai 29 anni ed è articolato su tre differenti tipologie: apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, diploma di istruzione secondaria e certificato di specializzazione tecnica superiore; apprendistato di alta formazione e di ricerca; apprendistato professionalizzante. L’elemento principale che accomuna le tre tipologie di apprendistato è il binomio prestazione lavorativa e formazione. Durante il percorso lavorativo, di minimo 6 e massimo 36 mesi, oltre al corrispettivo per la prestazione di lavoro, viene erogata la formazione necessaria all’acquisizione delle competenze e delle conoscenze indicate nel piano formativo. Tra gli adempimenti obbligatori, infatti, è necessario dettagliare, per ogni apprendista, un progetto formativo specifico che guiderà al conseguimento di una qualifica professionale oggetto del contratto di apprendistato. Come detto, il contratto di apprendistato prende forma principalmente come strumento di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, ma oggi si apre anche come supporto al reinserimento lavorativo di un disoccupato over 29 che risulti iscritto a un trattamento di disoccupazione o per beneficiari di indennità di mobilità che abbiano stipulato il relativo patto di servizio personalizzato. La scelta dell’apprendistato è positiva grazie anche ai vantaggi normativi e retributivi riconosciuti alla tipologia contrattuale. Con la fine degli sgravi contributivi generalizzati specifici per i tempi indeterminati, l’apprendistato resta tra le tipologie più convenienti per i datori di lavoro e, allo stesso tempo, un’opportunità per i giovani lavoratori. Offre ad esempio la deducibilità delle spese e dei contributi dalla base imponibile Irap e vantaggi di natura economica.  Infatti, l’apprendista è avviato in un percorso di qualificazione caratterizzato da scatti retributivi con lo scopo di raggiungere, alla fine del percorso formativo, il livello di inquadramento di competenza. Inoltre, la legge di bilancio 2017 ha prorogato gli incentivi contributivi (disattivazione del contributo di licenziamento; totale sgravio contributivo a carico del datore di lavoro per il finanziamento della Naspi; riduzione dal 10 al 5% dell’aliquota contributiva) relativi alle assunzioni con contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore.

Tipologieapprendistato

Assunzioniapprendistato

Articolo a cura di Claudia Cavazzoni, C.E.O. di Archimede S.p.a. pubblicato sul quotidiano "La Voce di Reggio Emilia" il giorno 9 luglio 2017.