Sanzioni Voucher: quali i rischi per le imprese nell'uso scorretto di PrestO

Sono oltre 27mila gli utenti registrati al servizio online per la gestione delle prestazioni occasionali (dato INPS aggiornato al 30 agosto 2017) e i versamenti INPS eseguiti dagli utilizzatori hanno superato l’importo di 4 milioni di euro, di cui il 96% utilizzati per il contratto di lavoro occasionale “PrestO” (al 30 agosto 2017). Il contratto PrestO serve a regolamentare la prestazione di lavoro accessorio in ambito aziendale ed è caratterizzato da un compenso minimo orario. L’uso scorretto della nuova tipologia di prestazione di lavoro occasionale è soggetto a sanzioni chiarite in una circolare pubblicata dall’Ispettorato del Lavoro Nazionale.I provvedimenti in caso di errori procedurali o di abuso si articolano in: superamento del limite economico o del limite orario, violazione del divieto di impiego di lavoratori in corso o cessati da meno di 6 mesi e violazione dell’obbligo di comunicazione e dell’ambito di applicazione. Nel primo caso, il superamento del limite economico di 2.500 euro o della durata della prestazione di 280 ore nell’anno civile comporta la trasformazione del rapporto di lavoro in un contratto di lavoro a tempo indeterminato. In ambito agricolo il limite orario è calcolato dividendo l’importo di 2500 euro per gli importi delle retribuzioni oraria comunicate dall’INPS. Nel secondo caso, non è consentito impiegare in prestazioni di lavoro occasionale lavoratori con i quali l’utilizzatore abbia in corso o cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o di co.co.co. La sanzione prevista è la trasformazione del rapporto in un contratto indeterminato, con l’applicazione di relative sanzioni civili e amministrative. Il terzo caso è dato dalla violazione dell’obbligo di comunicazione o dell’utilizzo (ambito di applicazione) in base al settore di appartenenza o all’organizzazione. Infatti non possono accedere a PrestO le aziende con più di 5 dipendenti assunti a tempo indeterminato, aziende del settore dell’edilizia e di settori affini e nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi. Se in contravvenzione con il divieto, le stesse sono soggette ad una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 2500 per ogni giorno di prestazione di cui risulta la violazione. L’azienda è inoltre sempre perseguibile in caso di comunicazione effettuata in ritardo, incompleta o non corrispondente alla realtà, fino ad arrivare alla maxi sanzioni per il lavoro nero. Nell’ipotesi di mancata trasmissione della comunicazione preventiva o revoca della stessa a fronte di una prestazione lavorativa effettivamente svolta può scattare la maxisanzione per lavoro nero. Quest’ultima, può essere evitata solo se dovessero ricorrere congiuntamente i seguenti requisiti:

- la prestazione sia comunque possibile in ragione del mancato superamento dei limiti economici e temporali succitati

- la prestazione possa effettivamente considerarsi occasionale in ragione della presenza di precedenti analoghe prestazioni lavorative correttamente gestite, così da potersi configurare una mera violazione dell’obbligo di comunicazione.

Ma quali sono le caratteristiche principali e le modalità d’uso corretto del contratto di lavoro occasionale “PrestO”? Come detto il contratto PrestO serve a regolamentare la prestazione di lavoro accessorio in ambito aziendale ed è caratterizzato da un compenso minimo orario che è pari a 9 euro nette, fatta eccezione il settore agricolo dove l’importo sarà pari alla retribuzione oraria individuata dal contratto collettivo di lavoro. Sono a carico del datore di lavoro la Gestione separata nella misura del 33% e il premio INAIL al 3,5%. Sia per i datori di lavori, che per i lavoratori sono previsti limiti di utilizzo annuali. Il tetto massimo ha un valore di euro 5.000 annui e il lavoratore non potrà superare l’importo di 2.500 euro con lo stesso datore di lavoro (sempre nell’arco temporale di un anno). Inoltre, va ricordato che il lavoratore non deve avere in corso o cessato da meno di sei mesi, un rapporto di lavoro subordinato o una collaborazione con quel datore di lavoro. La soglia annua sale a 6.250 euro in caso di prestazione lavorativa da parte di pensionati, giovani con meno di 25 anni (a patto che siano iscritti a scuola o università), disoccupati, percettori di reddito di inclusione o di altri sussidi di sostegno. La circolare completa le indicazioni fornite dal DLgs 96/2017, e nell’evidenziare una serie di inadempimenti, mira a supportare la corretta definizione dell’ambito di applicazione del contratto PrestO per non incorrere in sanzioni.

Articolo a cura di Claudia Cavazzoni, C.E.O. di Archimede S.p.a. pubblicato sul quotidiano "La Voce di Reggio Emilia" il giorno 29 ottobre 2017.