Buoni acquisti: come funziona il welfare alla portata di tutti

I buoni acquisto sono particolari tagliandi, simili ai buoni pasto, che permettono di accedere a una pluralità di servizi e all’acquisto di beni in maniera gratuita che, in particolari occasioni, vengono erogati dalle aziende ai dipendenti. L’utilizzo è semplice: al momento dell’acquisto, anziché pagare in denaro è possibile consegnare i ticket alla cassa. L’introduzione dei buoni acquisto è stata deliberata con la legge di stabilità 2016 e ha lo scopo ben preciso di aumentare il potere d’acquisto dei dipendenti senza ulteriori costi per le imprese. In questo contesto, i ticket si inseriscono nel panorama del Welfare Aziendale, ovvero di quel sistema di prestazioni non monetarie che hanno come finalità l’incremento, il miglioramento e il sostenimento della vita economica e sociale dei dipendenti e del loro nucleo familiare. Le politiche di welfare si estendono a prestazioni che riguardano diversi aspetti della vita aziendale e personale: da quelli più tradizionali, quali la salute e sicurezza dei dipendenti, a quelli più innovativi, quali la valorizzazione delle persone, la promozione e la ricerca di un equilibrio fra tempi di vita lavorativa e familiare. Tuttavia, l’esperienza sul welfare di questi anni testimonia che c’è un maggiore gradimento da parte dei dipendenti nella forma dei buoni acquisto.

Quale i motivi che spingono le azienda ad adottare politiche di welfare aziendale?

Le motivazioni che spingono le aziende a intraprendere iniziative di welfare sono principalmente due: la gestione del personale, e quindi il benessere dei dipendenti per migliorarne la soddisfazione e la produttività, e la sostenibilità nel lungo termine del successo aziendale, unita ad aspetti reputazionali. Motivazioni che accomunano sia grandi che piccole e medie imprese. Secondo Andrea Keller, amministratore delegato di Edenred Italia ed ideatore dei Ticket Restaurant: “Il voucher per i servizi alla persona è uno strumento che ha dimostrato di funzionare in modo straordinario in molti paesi europei ed il caso francese dimostra come questa soluzione convenga a tutti. Ai lavoratori perché aumentano il loro potere d’acquisto, allo Stato perché attiva la leva del finanziamento privato per rispondere ai nuovi bisogni sociali, alle imprese perché ottimizzano i costi e creano un clima lavorativo positivo”. Anche lo studio di Mckinsey* Italia, pubblicato da Adapt, dimostra che le aziende che hanno implementato politiche di welfare presentano un indice di impegno del lavoratore più alto rispetto a quelle che non le hanno implementate. Queste imprese possono beneficiare degli effetti di una maggiore soddisfazione dei lavoratori (+16%), un maggior impegno e dedizione al lavoro (+6%), una retention più elevata (+16%) e una migliore percezione dell’immagine aziendale (+12%). Questo dimostra una forte correlazione tra gli incrementi di produttività ed efficienza e la soddisfazione dei dipendenti. Implementare politiche di welfare significa, quindi, ottimizzare il vantaggio fiscale, aumentare la produttività aziendale e, come detto, accrescere il potere d’acquisto dei dipendenti. Con il welfare vincono tutti. E anche la dimensione aziendale non rappresenta un vincolo. Tutte le imprese possono ottenere un ritorno in termini di produttività, di capacità di attrarre e mantenere talenti, di aumento della fidelizzazione del personale dipendente e di benefici fiscali.

 

Articolo a cura di Claudia Cavazzoni, C.E.O. di Archimede S.p.a. pubblicato sul quotidiano "La Voce di Reggio Emilia" il giorno 13 gennaio 2018.