Lavoratori disabili: gli obblighi si possono assolvere anche con la somministrazione

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L’adempimento della quota di riserva per i lavoratori disabili può essere effettuato tramite la somministrazione di lavoro. E’ quanto prevede il D.Lgs n.81/2015 con l’art. 34, comma 3.
La normativa di riferimento sui disabili è la legge n. 68 del 1999. L’articolo 3 della stessa norma definisce la quota di riserva, ovvero il numero di lavoratori appartenenti alle categorie protette che l’azienda è tenuta ad assumere. Tale obbligo è articolato secondo la dimensione aziendale. Imprese che contano dai 15 ai 35 dipendenti devono assumerne 1, quelle dai 36 ai 50 devono assumerne 2, quelle oltre i 51 dipendenti il 7% dell’organico. Si ricorda che dal 1° gennaio 2018 le aziende con personale da 15 ai 35 dipendenti sono tenute ad avere o assumere un lavoratore disabile indipendentemente dall’effettuazione di una nuova assunzione (tale obbligo era inizialmente previsto a decorrere dal 2017, rinviato al 2018 per effetto del decreto Milleproroghe).


Non tutti i lavoratori devono essere conteggiati nella quota di riserva. Solo quelli assunti a tempo indeterminato o a tempo determinato con contratti superiori ai 6 mesi. Rimangono esclusi gli apprendisti, i collaboratori e i lavoratori somministrati con contratto di qualsiasi durata (anche se assunti in staff leasing).
Con l’art 34, comma 3 del D.Lgs viene introdotta una positiva novità sul fronte somministrazione, volta a favorire normativamente la collocabilità dei lavoratori disabili. Se in passato, l’assunzione di un lavoratore disabile in somministrazione non era considerata utile, per l’azienda utilizzatrice, ai fini della copertura della quota di riserva, oggi non è sempre più così. Con il D.lgs 82/2015 anche il lavoratore in somministrazione può essere conteggiato per la copertura della quota. Infatti, qualora il lavoratore disabile in somministrazione venga impiegato per una durata pari o superiore ai 12 mesi, quest’ultimo viene computato, ai fini della copertura della quota d’obbligo, nell’organico dell’utilizzatore. In questo modo la quota di riserva può essere assolta sia con assunzioni dirette che tramite il supporto di un’Agenzia per il lavoro. L’introduzione di questa possibilità ha agevolato la collocabilità dei lavoratori disabili che, grazie al supporto professionale delle Agenzie per il lavoro, hanno a disposizione una serie di servizi e strumenti finalizzati al loro inserimento lavorativo. Archimede, ad esempio, mette a disposizione il servizio “Be Able” che offre un’attività consulenziale e di ricerca e selezione volto a semplificare tutte le fasi del processo di assunzione e inserimento di lavoratori iscritti al Collocamento Mirato. Inoltre, tutti i lavoratori in somministrazione possono usufruire di Ebitemp e Formatemp, fondi specifici di prestazioni di Welfare. Di cosa si occupano Ebitemp e Formatemp? Ebitemp è l’Ente bilaterale per il lavoro temporaneo che svolge una funzione di tutela e protezione dei lavoratori in regime di somministrazione. Formatemp è il Fondo, costituito sotto libera associazione, per la formazione e il sostegno al reddito. Entrambi gli enti offrono gratuitamente accesso a molteplici servizi. Ebitemp fornisce importanti prestazioni tra cui: misure a sostegno della maternità; corresponsione di una indennità integrativa in caso di infortunio; tutela sanitaria; accesso al credito attraverso l’erogazione di prestiti, etc… Resta quindi, anche per i lavoratori disabili in somministrazione, un regime di tutela equiparabile a quello di un’assunzione diretta.


L’apertura alla somministrazione è certamente un aiuto per le tante piccole e medie imprese che, per un motivo o per un altro, possono trovarsi impreparati nella gestione delle fasi di inserimento di un lavoratore disabile o, più semplicemente, incontrare difficoltà nel reperimento di personale idoneo e rispondente alle proprie necessità.