Il buon uso dei social aiuta a trovare occupazione: consigli per i giovani

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Giovani in cerca di prima occupazione o persone con esperienze lavorative alle spalle si dedicano quotidianamente ad una delle attività più complesse: trovare lavoro.
Farlo non è impossibile ma certamente occorre impegnarsi a fondo perché cercare occupazione implica tempo, perseveranza, analisi e capacità di comunicazione. Occorre consapevolezza delle proprie competenze, di come il mercato del lavoro sta cambiando, di quali figure emergono e quali tendono ad eclissarsi.
Gli strumenti per cercare lavoro sono noti: cv aggiornato, iscrizione ai siti on line delle aziende e delle agenzie per il lavoro. L’utilizzo dei principali Job Board (Infojobs, Monster, Helplavoro..ecc) semplifica la ricerca affinandola per posizione e per area geografica. Questo il punto di partenza. Come renderli maggiormente efficaci? Ma soprattutto quali errori non vanno commessi?
Per essere efficace il cv va compilato in modo accurato sui percorsi scolastici, formativi ed esperienziali. Le competenze maturate, le conoscenze tecniche, la disponibilità alla mobilità territoriale sono elementi centrali. Evidenziare la disponibilità a Stage rende maggiormente appetibile il cv per i giovani in cerca di prima occupazione. Chi invece ha già avuto esperienze lavorative conoscerà più nel dettaglio quali sono le skills necessarie, e quindi da evidenziare, per ricoprire le posizioni desiderate. Se la completezza è un valore aggiunto non meno importante è la sintesi. Una miriade di profili vengono inseriti nei database online ed i selezionatori hanno necessità di cogliere velocemente i punti di forza e le corrispondenze con le vacancy, ovvero le posizioni di lavoro aperte. Un errore da non commettere è quello della risposta generalizzata: candidarsi a qualsiasi annuncio di lavoro squalifica il candidato agli occhi del recruiter, evidenziando la scarsa consapevolezza del ruolo/posizione da ricoprire.
Attenzione inoltre alla “reputazione digitale”. Occorre una vera e propria strategia di seeding, ovvero di “semina” che sfrutti i nuovi strumenti di comunicazione: i social media. LinkedIn e Facebook diventano vetrine attraverso le quali si evidenziano i contenuti del profilo professionale/personale che dovrà essere coerente con il social network utilizzato. In sintesi: occorre creare un’immagine interessante per i recruiter. Il profilo LinkedIn ha in parte sostituito i CV e i dati di utilizzo dei social confermano questa tendenza. LinkedIn viene usato a scopo professionale dai candidati nel 54,1% dei casi e anche Facebook sale al 26,7%. Lo stesso vale per il recruiting, con LinkedIn a quota 88,2% e Facebook a 27,8%. I dati riferiti al 2015 sono in crescita e sarà interessate verificare il dato aggiornato che confermerà la tendenza. Ogni azione compiuta in rete, soprattutto se pubblica, ha potenziali ripercussioni sulla sfera lavorativa. Quindi sono necessari alcuni accorgimenti. Per esempio per aumentare la qualità del proprio profilo su LinkedIn, è consigliabile curare lo stile della propria immagine, coltivare il proprio social network, partecipare alle discussioni, ottenere segnalazioni da parte di altri utenti. Facebook, invece, è una vera e propria bacheca di notizie visualizzate in base alle nostre preferenze; ciò significa che chi è alla ricerca di un impiego può monitorare la pubblicazione di nuovi annunci lavorativi. D’altro canto però, un utilizzo errato di questa piattaforma, una scelta fatta con leggerezza di foto, commenti e post pubblici, può danneggiare la propria immagine agli occhi dei potenziali recruiter. I dati che emergono dal nostro Osservatorio del lavoro hanno evidenziato che circa il 30% dei recruiter ha ammesso di aver escluso un candidato sulla base di pubblicazioni di foto e contenuti impropri.
Chi cerca lavoro o nuove opportunità lavorative quindi deve essere sempre attivo, aggiornare costantemente il CV, alimentare i contenuti sui profili social, ampliare il proprio network di relazioni e seguire gli aggiornamenti delle offerte rispondendo in modo mirato. Questo permetterà di raggiungere il primo importante obiettivo: un colloquio di lavoro, durante il quale, con la giusta consapevolezza di sé e con una buona presentazione del proprio profilo, si potrà impressionare positivamente i recruiter nel corso del difficile compito che spetta loro: la selezione.