L’Insurtech, ovvero il settore che si occupa di innovare il mondo assicurativo grazie alle nuove tecnologie, sta lentamente prendendo piede anche in Italia, eppure nel Belpaese non è prevista un’adeguata formazione in ambito tech e digital per gli addetti ai lavori.

Il cortocircuito

Rispetto al resto d’Europa, anche in questo settore l’Italia si investe meno in digitalizzazione, ragion per cui l’Insurtech non risulta al pari con l’estero eppure, secondo uno studio svolto a inizio 2022 dall’Italian Insurtech Association (IIA), il 45% dei top manager intervistati sono fiduciosi dell’adeguatezza dei percorsi formativi già attivati rispetto all’evoluzione del mercato. Di parere opposto sono gli intermediari, di cui l’85% non reputa sufficiente la preparazione digitale della propria azienda. Nel report che raccoglie le opinioni di 150 soggetti del settore assicurativo e 85 aziende, si sottolinea come sia ben percepita la necessità di rinnovare le competenze e le professionalità del settore, ma ben il 53% degli intervistati non ha pianificato, nel breve periodo, una formazione mirata all’interno della propria azienda. In sintesi, top manager e dipendenti sono consapevoli dell’evoluzione tecnologica che interesserà il loro settore nei prossimi 2-3 anni, ma pare che non sia stata prevista una sufficiente formazione per gli addetti ai lavori.

Il futuro

La necessità di nuove figure con competenze che sappiano fondere data science, intelligenza artificiale e ingegneria matematica è sempre più urgente. Secondo Simone Ranucci Bradimante, Presidente di IIA presto in questo campo entreranno “figure che sino a poco tempo fa non lavoravano all’interno dell’industria assicurativa, ma che sono fondamentali per far evolvere il settore verso una completa digitalizzazione e renderlo sempre più competitivo. Non solo, la capacità di investire in innovazione consentirà di attrarre giovani talenti in un modo che oggi non avviene, dal momento che quello assicurativo non è tra le prime 10 scelte da parte di un giovane neo-laureato in materie STEM”. L’innovazione dell’Insurtech quindi passerà attraverso una formazione più accurata e specifica di top manager, intermediari e dipendenti, oltre che attraverso l’ingresso di nuove professionalità. Ad oggi, per esempio, sono già molto ricercate figure come quelle dello Sviluppatore di Front End, il Data Manager, il Digital Business Manager, l’Esperto in Digitalizzazione dei Processi o il Data Analytics. In questo momento, tuttavia, solo l’1,3% dei laureati italiani sceglie discipline Ict (Information and Communication Technologies), per questo alcune grandi aziende si stanno organizzando internamente per sostenere l’intraprendere di corsi di studio adeguati alle necessità di oggi e domani.