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Come entrare nel mondo del lavoro: alternanza scuola - lavoro e tirocini

L’accesso dei giovani al mondo del lavoro e la possibilità di crescita professionale sono i cardini delle politiche attive del lavoro, rivolte ai NEET, stabilite nel rispetto della programmazione europea. I NEET, “Not in Education, Employment or Training” sono i disoccupati/inoccupati non inseriti in un percorso scolastico o formativo e sono i principali destinatari di alcuni strumenti di inserimento. L’obiettivo delle Istituzioni consiste nel comprendere i fabbisogni formativi delle aziende per poter programmare corsi e azioni di sviluppo delle competenze e adeguare il profilo professionale dei potenziali candidati. Quali sono i principali strumenti di inserimento al mondo del lavoro? I più utilizzati: alternanza scuola lavoro e tirocinio curricolare (stage) o extracurricolare. Il primo è stato introdotto con la Legge 107/2015 e coinvolge obbligatoriamente tutte le studentesse e studenti degli ultimi tre anni di scuole superiori e licei. Il monte ore per le attività di alternanza scuola-lavoro varia a seconda della tipologia di istituto e si articola in percorsi di minimo 90 ore per i licei, 150 ore per gli istituti tecnici e 170 per gli istituti professionali. Le esperienze sono programmate sia all’interno del contesto scolastico, attraverso incontri con esperti che offrono chiarimenti di carattere generale e orientativo, che all’esterno, effettuando il percorso formativo curricolare presso l’azienda. Ai fini didattici, è previsto l’affiancamento dello studente a due tutor: uno proveniente dalla struttura scolastica, l’altro individuato dall’azienda dove verrà svolta l’esperienza. I tutor hanno il compito di individuare le attività e i compiti che verranno assegnati e di elaborare congiuntamente il piano formativo. In fase di svolgimento si curano di monitorare il rispetto dei contenuti, intervenire in caso di necessità e attestare il raggiungimento degli obiettivi previsti. L’elenco delle imprese disponibili ad ospitare i giovani per un’esperienza di stage è presente online. Sul portale delle Camere di Commercio si può consultare il “Registro Nazionale dell’Alternanza”, mentre FILO (www.filo.unioncamere.it) ha attivato lo “Sportello Virtuale per l’Orientamento”. Attraverso il “Registro” le aziende indicano le sedi e i periodi nei quali svolgere i progetti, il numero degli studenti che è possibile accogliere e i recapiti dei referenti. Invece tramite lo “Sportello Virtuale per l’Orientamento” sono a disposizione schede informative rispetto alle professioni maggiormente richieste sul territorio e legate al proprio percorso di studi.

Un ulteriore modo per testare sul campo le attitudini professionali personali, pur essendo inseriti in un percorso formativo, è il tirocinio curricolare. Il termine tirocinio indica un'esperienza presso un ente, pubblico o privato, di durata variabile, che ha lo scopo principale di apprendimento e formazione ed è generalmente finalizzata a favorire l'ingresso nel mercato del lavoro. Per potervi accedere, gli interessati devono rispettare alcune condizioni: è necessario aver concluso il percorso di istruzione con l’acquisizione del diploma o frequentare un’istituzione scolastica secondaria o un ente formativo regionale accreditato per l’assolvimento dell’istruzione obbligatoria, oppure essere iscritti a istituti di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS) o Istruzione Tecnica Superiore (ITS), oppure ad Istituti di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM). Sono previste esperienze di stage anche durante i percorsi di laurea, laurea magistrale, dottorati e master promossi da enti pubblici e privati.  

L’attivazione avviene tramite la stipula di una convenzione e un progetto condivisi tra tirocinante, soggetto ospitante (azienda) e soggetto promotore (ente accreditato dalla Regione). Il promotore ha il compito di garantire la regolarità e il rispetto della qualità del percorso. A conclusione del periodo vi è il riconoscimento formale delle attività svolte, attraverso alcuni incontri con un professionista esperto, sotto forma di attestazione.

L’esperienza di tirocinio offre l’occasione di testarsi sul campo e di conoscersi vicendevolmente, sperimentare e di formulare le valutazioni finali, in riferimento ad un periodo di tempo “protetto” sufficientemente lungo. La cornice legislativa, da un lato, rende il tirocinio extracurricolare uno strumento flessibile di formazione e un’opportunità di entrare in contatto con molti talenti. Dall’altro lato, consente alle persone in stato di disoccupazione, ma anche di disabilità o appartenenti a categorie vulnerabili, di entrare agevolmente nel contesto professionale, nonché di acquisire e certificare competenze spendibili successivamente.

Più opportunità per professionisti specializzati e profili “High Skills”

Il mercato del lavoro è in continua evoluzione sia rispetto alle normative di riferimento sia rispetto alle dinamiche. La tecnologia ha ridotto molto le distanze tra domanda e offerta. Attraverso i siti di job boarding, chi è interessato a nuove proposte professionali in pochi minuti può rispondere a moltissime offerte di lavoro. Inoltre, la diffusione di social network professionali come Linkedin, fa sì che aziende e candidati entrino in contatto non solo per percorsi di selezione, ma anche per condividere esperienze, processi, competenze. Si generano quindi ulteriori flussi di informazioni, di relazioni, che pur esulando dal contesto puramente lavorativo, costituiscono ulteriore caratterizzazione della persona nella sfera professionale. In questo scenario, per le aziende la fase di selezione del personale, ovvero quel processo che porterà ad inserire nuovi collaboratori nell’organizzazione, è sempre più un momento delicato. Anche per i candidati valutare presso quali realtà proporsi è impegnativo, e può spaventare, perché non sempre sono disponibili le informazioni necessarie all’orientamento ed alla scelta. Per gestire questa mole di informazioni che deriva sia dai curriculum, che dall’attività social, e individuare velocemente i candidati più in linea con le proprie necessità, le aziende hanno aumentato il ricorso a sofisticati database informatici, e, in un’ottica di ottimizzazione di tempo e denaro, l’utilizzo di piattaforme che permettano i video colloqui. Soprattutto quest’ultima pratica si è molto diffusa perché incontra il gradimento dai candidati, in modo tale che il primo momento conoscitivo non sia gravato da oneri di viaggio o da stravolgimenti organizzativi della propria giornata. Quali le aspettative delle aziende e dei candidati? Le aziende si attendono soluzioni veloci ed efficaci, mentre i candidati, consapevoli di essere il vero valore aggiunto di un processo di selezione, pretendono di affidarsi a interlocutori che li ascoltino, li supportino e li guidino nella fase di scelta/inserimento lavorativo. Le aziende sono spinte verso una prevalente automazione dell’attività ed alla conseguente ricerca di personale altamente specializzato. Allo stesso tempo, i curricula dei candidati sono diventati molto dettagliati con competenze formative e tecniche decisamente settorializzate. In questo contesto anche il compito dell’Agenzie per il lavoro acquisisce nuova complessità, soprattutto se da ricercare sono profili High Skills. La selezione di personale High Skills richiede professionisti specializzati che operano attraverso business unit dedicate alla ricerca e valutazione di profili di Middle e Senior Management e mettono a disposizione delle aziende strumenti sofisticati di recruitment. Per far emergere i talenti e metterli a disposizione delle aziende migliori, è necessario che i professionisti del settore siano in grado di intercettare i cambiamenti del mercato e fornire servizi specializzati. Archimede risponde attraverso SelAction, la Talent Division che, grazie ai solidi legami con il territorio, affianca le aziende nella ricerca di nuove competenze e di nuovi manager.

Apprendistato senza limiti di età: un' opportunità di ricollocazione professionale

Le costanti mutevoli condizioni del mercato del lavoro implicano un aggiornamento continuo delle proprie competenze e, a volte, l’attivazione di percorsi di vera e propria riqualificazione professionale. Quest’ultima strada è spesso necessaria in caso di lavoratori a rischio e permette loro di riqualificarsi e/o di aggiornare le proprie competenze professionali per re-inserirsi velocemente nel mondo del lavoro. Questo processo di aggiornamento e formazione in termini di riqualificazione professionale diviene un contributo effettivo e strategico per lo sviluppo dell’impresa, dell’economia generale del Paese e del lavoratore, che può riproporsi. Nell’ottica di quanto detto, si inserisce l’Apprendistato senza limiti di età, da intendere quale utile opportunità sia per i datori di lavoro, che possono assumere un disoccupato sopra i 29 anni con contratto professionalizzante, sia per i lavoratori over 29, che possono avviarsi in un percorso di riqualificazione professionale. Il fine è quello di permettere a un lavoratore, che percepisce indennità a sostegno del reddito, disoccupazione o mobilità, appunto di riqualificarsi e trovare una nuova occupazione. Quali sono i requisiti del lavoratore che consentono l’accesso a questo contratto? Il datore di lavoro può assumere con contratto di apprendistato professionalizzante un disoccupato over 29 che risulti iscritto a un trattamento di disoccupazione quali NASPI (trattamento in essere per i lavoratori subordinati che hanno perso, involontariamente, il posto di lavoro), ASDI (assegno di disoccupazione previsto per talune categorie di lavoratori che hanno già fruito completamente della NASPI), DIS COLL (misura di sostegno del reddito disposta in favore dei collaboratori), indennità speciale di disoccupazione edile o che sia beneficiario di indennità di mobilità e che abbia stipulato il relativo patto di servizio personalizzato PSP. Quali sono i vantaggi concreti che le aziende possono cogliere? Il datore di lavoro può usufruire di alcune agevolazioni. Sotto l’aspetto contributivo la quota a carico del datore è pari allo 0% per le aziende con un numero dipendenti non superiore a 9 unità; per le imprese con organico superiore a 9 la facilitazione contributiva si differenzia per dimensioni e settore di attività (contributo datoriale mediamente tra 11,91 e 14,91% per imprese di medie dimensioni). Non è previsto, invece, l’ulteriore beneficio di sgravio contributivo per i 12 mesi successivi al conseguimento della qualifica professionale (condizione invece prevista nel normale contratto di apprendistato professionalizzante). Anche l’aspetto salariale merita una riflessione. Il contratto di apprendistato prevede che l’azienda possa inquadrare il nuovo assunto applicando la riduzione del livello contrattuale durante il periodo formativo (fino a 2 livelli o in misura percentuale secondo le previsioni del CCNL di riferimento). Il costo del personale sarà deducibile dalla base IRAP. Un’ulteriore considerazione è l’esclusione del lavoratore in apprendistato dalla base di calcolo per l’applicazione delle disposizioni che richiedono limiti numerici, ad esempio per l’assunzione di un disabile.

In linea generale la forma contrattuale dell’apprendistato è a tempo indeterminato e nasce rivolto ai giovani di età compresa dai 15 ai 29 anni (con l’eccezione di soggetti beneficiari di mobilità o disoccupazione) e prevede tre differenti percorsi: apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, diploma di istruzione secondaria e certificato di specializzazione tecnica superiore; apprendistato di alta formazione e di ricerca; apprendistato professionalizzante. L’elemento caratterizzante è il binomio prestazione lavorativa – formazione. Durante il percorso lavorativo, di minimo 6 e massimo 36 mesi, oltre al corrispettivo per la prestazione di lavoro, viene erogata la formazione necessaria all’acquisizione della capacità e delle conoscenze utili per il conseguimento di una qualifica professionale. Tra gli adempimenti obbligatori, infatti, è necessario dettagliare un piano formativo specifico per ogni apprendista. L’apprendista, a sua volta, ha l’obbligo di seguire il percorso formativo.

L’apprendistato senza limiti di età nasce con lo scopo di agevolare il lavoratore disoccupato over 29 nell’apprendere un nuovo mestiere o professione anche grazie al percorso formativo previsto (L’elemento caratterizzante dell’apprendistato è proprio il binomio prestazione lavorativa – formazione).