La cassa d’integrazione è un ammortizzatore sociale che sostituisce la retribuzione dei lavoratori a cui è stata sospesa o ridotta l’attività lavorativa, a causa di eventi transitori e non imputabili all’impresa o per crisi aziendale, riorganizzazione.

Il suo scopo è quello di proteggere i posti di lavoro durante crisi e particolari situazioni momentanee, consentendo alle imprese di superare situazioni di difficoltà o di ristrutturazione, senza sostenere il costo del lavoro e senza disperdere il proprio patrimonio di risorse umane.

La CIG si distingue in ordinaria (CIGO) e straordinaria (CIGS) a seconda della situazione in cui è destinata a intervenire.

La CIGO interviene in caso di riduzione d’orario o sospensione dell’attività lavorativa causate da eventi transitori non imputabili all’impresa o ai dipendenti.

La CIGS interviene in caso di riduzione d’orario o sospensione lavorativa dovute a riorganizzazione o crisi aziendale.  

Ma come funziona?

I lavoratori possono subire, da parte dell’impresa in cui lavorano, un intervento di riduzione dell’orario di lavoro o di sospensione dal lavoro (cassa a zero ore).

La Cassa Integrazione interviene e integra, oppure sostituisce, la retribuzione dei lavoratori cui è stata sospesa o ridotta l’attività lavorativa.

La rimunerazione di quelle ore è, in linea generale, garantita all’80 per cento dello stipendio che spetterebbe normalmente per ora lavorata.

La Cassa d’integrazione è erogata direttamente al lavoratore dalla sua azienda, che poi riceverà conguaglio da parte dell’INPS. Se l’azienda dovesse trovarsi in particolari difficoltà, il pagamento può essere erogato direttamente dall’INPS.

Come viene finanziata la Cassa d’integrazione?

In base alla tipologia, può essere finanziata dai contributi aggiuntivi versati dai lavoratori e dalle aziende oppure dalla fiscalità generale, ovvero dalle imposte che paghiamo tutti.

Non tutte le imprese possono accedere alla CIGO e/o alla CIGS. La CIG nasce quale strumento riservato alle imprese industriali e per alcune tipologie di aziende di grandi dimensioni del settore terziario.

Nei settori esclusi dalla CIG si sono affermati strumenti di tutela alternativi quale, ad esempio, il Fondo di Solidarietà Bilaterale (FSB), e il Fondo di Integrazione Salariale (F.I.S). Tuttavia, non tutti i settori sono coperti da ammortizzatori sociali. In questi casi particolari, le Regioni e le provincie autonome possono concedere un trattamento di Cassa integrazione in deroga.

Quale la situazione verificatasi per contrastare le conseguenze della pandemia?

In conseguenza dell’emergenza epidemiologica le Regioni e le Provincie autonome hanno potuto riconoscere trattamenti di cassa di integrazione salariale in deroga.

Sono destinatari della Cassa d’integrazione in deroga tutti i lavoratori del settore privato, inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, per i quali non si trovino applicazione le tutele previste in materie di sospensione o riduzione di orario. Sono esclusi dall’applicazione della CIG in deroga i datori di lavoro domestico.

Possono fare richiesta tutte le aziende che avevano attivato il trattamento di cassa integrazione straordinaria e quelle che hanno in corso l’assegno di solidarietà. L’attivazione della nuova CIGO sostituisce la CIGS in corso e può riguardare anche i lavoratori beneficiari delle integrazioni salariali straordinarie a totale copertura dell’orario di lavoro.

Per tutti i datori di lavori iscritti al Fondo Integrazione con assegno di solidarietà al 23 febbraio, è possibile fare domanda di trattamento ordinario.

Devono presentare la domanda per la Cassa Integrazione in deroga le aziende del settore privato per i quali non si trovi applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario.

Sia per la CIG ordinaria che per la CIG in deroga il trattamento salariale poteva e può essere richiesto, per un periodo massimo di 9 settimane nell’arco temporale che va dal 23.02.2020 al 31.08.2020. Periodo incrementabile di altre 5 settimane, sempre richiedibili nello stesso periodo. Una ulteriore integrazione di 4 settimane è subordinata alle condizioni stabilite nell’aggiornamento del D.L. n. 18/2020.

Per fronteggiare l’emergenza Covid il legislatore ha introdotto anche la Cassa integrazione Covid – 19, al fine di garantire un ulteriore mese di integrazione salariale senza interruzione di continuità rispetto alle 14 già fruite. La proroga stabilita dal Governo non aumenta il numero di settimane richiedibili, che rimane a 18, ma offre la possibilità di utilizzare l’intero periodo senza dover attendere il bimestre settembre/ottobre, a cui erano destinate le ultime 4 settimane integrabili.