La Decontribuzione Sud 2021, che esonera dal versamento del 30% dei contributi previdenziali i datori di lavoro privati, presenta alcune differenze rispetto all’omonimo provvedimento del 2020, tra cui un’interpretazione più coerente della norma per i lavoratori somministrati.

Quest’anno il provvedimento esclude la Sicilia dalle regioni protagoniste degli sgravi, mentre continua a comprendere Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campagna, Molise, Puglia e Sardegna. Inoltre, limita il numero di soggetti che possono beneficiare delle agevolazioni. Sono esclusi:

- gli enti pubblici economici

- gli istituti autonomi di case popolari

- gli enti trasformati in società di capitali

- le ex istituzioni pubbliche

- le aziende speciali

- i consorzi di bonifica

- i consorzi industriali

- gli enti morali

- gli enti ecclesiastici

- le imprese operanti nel settore finanziario

 
Il punto focale del cambiamento: i lavoratori somministrati

La differenza fondamentale tra l’anno scorso e il 2021, tuttavia, sta nel trattamento dei lavoratori somministrati. Nel 2020 coloro che erano occupati grazie ad un’agenzia interinale potevano usufruire della decontribuzione solo se questa aveva sede nelle regioni comprese dal provvedimento. In questo modo era possibile, per le aziende con sede nel Nord Italia, affidarsi ad agenzie del Mezzogiorno per occupare lavoratori con uno sconto del 30% sui contributi; mentre per le imprese del Sud che si affidano ad agenzie non presenti nelle regioni previste dalla legge, era impossibile usufruire degli sgravi fiscali. Questa particolarità della Decontribuzione Sud aveva provocato accese proteste tanto che, a seguito di un ricorso al Tar del Lazio, lo scorso 15 marzo erano stati sospesi i provvedimenti dell’Inps.

La nuova Decontribuzione Sud

La Decontribuzione Sud 2021 è stata aggiornata a seguito di un’interrogazione dell’onorevole Antonio Viscomi in commissione Lavoro della Camera, a cui ha risposto Rossella Accotto, Sottosegretaria al Lavoro. Ora per poter accedere all’esonero del parziale pagamento dei contributi previdenziali, farà fede la sede dell’azienda utilizzatrice e non dell’agenzia per il lavoro. In questo modo tutte le aziende presenti nelle regioni elencate nel provvedimento potranno ottenere lo sconto del 30% sui contributi dei loro lavoratori somministrati, a prescindere dall’agenzia interinale a cui sono legati.

Il recupero del beneficio pregresso

Per tutte le Agenzie di somministrazione che, a causa della pregressa definizione della legge, non hanno potuto usufruire dello sgravo fiscale, Inps ha spiegato nel messaggio 1914 del 13 maggio 2021 come recuperare la Contribuzione Sud pregressa. Così si potrà ottenere i benefici non riconosciuti da ottobre 2020 a marzo 2021.