Cos’è cambiato?

Tante cose si sono trasformate a causa del Covid-19 e il mondo del lavoro non fa eccezione. Si sono modificati l’approccio alla propria mansione, le modalità di attività, le necessità del mercato in base alle nuove esigenze dei consumatori. L’economia ha fatto emergere il bisogno di nuove professioni e ha aumentato la richiesta di alcune già esistenti.


Chi sono i più richiesti?

LinkedIn, il social network dedicato al mondo del lavoro e dei professionisti, ha analizzato i dati relativi alle offerte di lavoro pubblicate sulla sua piattaforma tra febbraio e marzo di quest’anno per stilare la classifica dei ruoli lavorativi più richiesti dal mercato nel nostro Paese.
In Italia i più ricercati dalle aziende sono sviluppatori e ingegneri del software insieme a tutto il settore dell’It services e del corporate service. A seguire si trova il settore delle costruzioni, il legale, il manufacturing e i lavori legati all’ambito hardware e networking.


Dal lato opposto di chi cerca lavoratori si pone chi offre le proprie competenze e talenti.
Secondo l’indagine di LinkedIn, i ruoli in crescita sono quelli dei Javascript Developer, degli addetti al back office e del settore delle vendite insieme ad account manager, architetti e mechanical design.
Aumenta anche il numero degli agenti immobiliari e delle figure protagoniste del digital: ingegneri software, web, full stank engineer, system engineer e sviluppatori back end.


Come sono cambiate le esigenze dei lavoratori?

Nel nostro Paese LinkedIn ha svolto un ulteriore ricerca, grazie a Censuswide, dal titolo Workforce Confidence Index. L’obiettivo dell’indagine è evidenziare il cambiamento dell’approccio al lavoro causato dalla pandemia.
Dai risultati emersi dallo studio emerge che gli italiani non ritengono che la retribuzione sia un fattore imprescindibile da valutare per definire un lavoro di qualità o meno, dato che non svetta sul podio dei requisiti per un lavoro ideale.
La flessibilità di orari e luogo dell’attività, invece, sono considerati molto importanti.
Nella classifica delle nuove priorità si colloca anche una voce strettamente legata alla precedente: l’equilibrio tra vita personale e lavorativa, il cosiddetto worklife balance.
A seguire si trova la possibilità di creare relazioni professionali capaci di portare beneficio al lavoratore, apportando un valore aggiunto alla sua vita.
In un mercato sempre più liquido è ritenuto indispensabile anche svolgere un impiego che permetta di acquisire competenze riutilizzabili in altri contesti e occupazioni.
Guadagnano infine importanza anche la cultura aziendale rispetto alle tematiche ambientali e l’impatto sociale della propria impresa.