È disponibile la circolare dell’INSP che fornisce le istruzioni operative per consentire ai datori di lavoro l’applicazione facoltativa dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri dipendenti di imprese private.

Questa misura, di cui è importante sottolineare la natura facoltativa, fissa l’esonero del 50% dei contributi previdenziali a partire dalla data di rientro al lavoro, per un periodo di dodici mesi, dopo aver usufruito del congedo obbligatorio di maternità. Punto essenziale di questo sgravio fiscale è che la diminuzione dei versamenti non inficia sulla futura pensione della neomamma.
Può essere richiesto anche dai datori di lavoro le cui dipendenti prolunghino il congedo richiedendo l’astensione facoltativa, e anche a seguito del periodo di interdizione post partum indicato all’art. 17 del D.Lgs n. 151/2001.
L’accesso al beneficio spetta a tutte le lavoratrici madri, dipendenti di datori di lavoro privati, anche non imprenditori, che rientrino nel posto di lavoro dopo avere fruito del congedo di maternità.

Ne hanno diritto le neomamme che rientrano al lavoro entro il 31 dicembre 2022 dato che si tratta di una misura sperimentale introdotta con la legge di bilancio per l’anno corrente.
Il datore di lavoro per richiedere, per conto della lavoratrice interessata, l’applicazione dell’esonero deve mandare la richiesta all’INPS tramite una domanda online prima dell’invio della denuncia contributiva relativa al primo periodo retributivo d’esonero.
Dato che non rappresenta un incentivo all’assunzione non è soggetta ai principi che li regolano, inoltre il datore di lavoro che richiede l’esonero non deve essere in possesso del Durc o delle condizioni previste dall’art. 1, comma 1175, della legge 296/2006.