Durante la Pandemia il Governo aveva concesso di accedere allo smart working nel modo più agevole e veloce possibile per facilitare tutte le imprese che potevano usufruirne, così da diminuire la possibilità di contatti tra i lavoratori e quindi evitare l’aumento di nuovi contagi. Lo “smart working emergenziale” era attivabile con la sola comunicazione semplificata al Ministero del Lavoro, e non richiedeva l’accordo individuale previsto dall’art. 19 e 21 della legge n. 81/2017.

Sebbene lo stato di emergenza sia terminato il 31 marzo, l’accesso agevolato allo smart working è stato prorogato fino al 31 agosto: sono state riviste le condizioni di stipula del lavoro agile con lo scopo di facilitare i controlli da parte delle autorità amministrative, come per esempio le verifiche sui rischi lavorativi o l’accertamento dei tempi di pausa.

Dal 1° settembre per i datori di lavoro del settore privato sarà necessario stipulare un contratto individuale per attivare lo smart working, inoltre si dovranno rispettare le modalità di comunicazione del lavoro agile appena aggiornate, normate dal nuovo art. 23 della legge 81/2017: sarà quindi necessario comunicare al Ministero del Lavoro la data di inizio e cessazione delle prestazioni agili entro 5 giorni dalla stipula dell’accordo individuale. Questa comunicazione diventa obbligatoria solo per i nuovi accordi e per le modifiche a quelli già esistenti, ma non saranno interessati quelli già attivi che non subiscano modifiche o proroghe. Il mancato avviso può comportare una sanzione che va dai 100 ai 500 euro a impiegato da casa.

Compilare e spedire la comunicazione per il lavoro agile è alquanto semplice: il modello da utilizzare si può scaricare insieme al decreto n. 149 del 22 agosto 2022 dal portale dei servizi on-line: servizi.lavoro.gov.it
Al suo interno si trovano diverse sezioni: quella dedicata al datore di lavoro, al lavoratore, al rapporto tra le due parti e all’accordo di smart working, con le informazioni relative al suo inizio, alla modifica, all’annullamento o al recesso.
Infine, è necessario dichiarare il soggetto abilitato all’invio della comunicazione.

Essendo un vero e proprio contratto andranno indicati gli elementi presenti nell’accordo individuale: oltre alla durata e l’esercizio di controllo sulla prestazione resa, sarà necessario per il datore di lavoro definire un trattamento economico non inferiore a quello applicato ai lavoratori che svolgono la medesima mansione in modalità non agile, così come l’accertarsi che il lavoratore abbia strumenti e tecnologia adeguata e che i tempi di riposo del lavoratore e la sicurezza sul luogo di lavoro siano appropriati.

E se un’azienda ha più soggetti per cui attivare lo smart working?
In questo caso è necessario inviare una richiesta tramite il form dell’URP Online del Ministero del Lavoro, indicando almeno un referente tecnico a cui rivolgersi per la procedura di abilitazione.

Per i lavoratori somministrati, le agenzie per il lavoro possono supportare il cliente nella stesura degli accordi individuali con i lavoratori in missione ed eseguono, sempre per i soli somministrati, le comunicazioni al ministero.