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Trovare lavoro dopo la laurea? Ecco alcuni consigli

La Laurea è un momento molto atteso per gli studenti e per i loro familiari, perché decreta il passaggio dallo stato di studente a quello futuro di lavoratore. Nella maggior parte dei casi questo passaggio non è immediato e coincide con l’inizio della ricerca di lavoro, che può essere più o meno lunga in base a diverse variabili non sempre calcolabili a priori. Mettersi alla ricerca di lavoro quando ci si è appena laureati può essere scoraggiante e allo stesso tempo impegnativo. Ci sono però alcuni consigli che possiamo darti una mano per aumentare le tue possibilità di trovare lavoro dopo la laurea. Vediamoli insieme.

  1. Cv, lettera di presentazione e Colloquio di lavoro

Il primo step è quello di verificare in che stato di aggiornamento è il tuo Curriculum Vitae. Il Cv è il tuo biglietto da visita da inviare alle aziende, tienilo sempre aggiornato con le ultime esperienze formative e lavorative. Cerca di personalizzarlo senza però esagerare. Sii chiaro e conciso e dai priorità alle tue ultime esperienze.

Ricorda di scrivere una lettera di presentazione per ogni offerta di lavoro. Evita di fare copia e incolla e cerca di essere sincero, originale. Non esiste una lettera di presentazione generica, ma il consiglio è di personalizzarla per ogni posizione lavorativa.

Ti hanno chiamato per un colloquio di lavoro? Informati sull’azienda per cui farai il colloquio e non arrivare impreparato, sii entusiasta e motivato nell’ottenere quel posto di lavoro. Non arrivare tardi, vestiti bene e, possibilmente, vai senza accompagnatori.

  1. Orientamento e Counselling

Il Curriculum Vitae non basta per cercare lavoro. Ci vuole infatti determinazione e chiarezza su cosa stai cercando. Non di rado capita che usciti dall’università si può essere ancora molto confusi sul proprio futuro lavorativo. A questo proposito, possono darti una mano i servizi di orientamento e counselling dei Centri per l’impiego e delle Agenzie per il lavoro. Quest’ultime, insieme ad un colloquio conoscitivo, possono prepararti un bilancio delle competenze, verificare il tuo cv e indirizzarti su offerte di lavoro o di formazione più idonee al tuo profilo.

  1. Career Day e Recruiting Day

I Career Day sono un’ottima occasione per farsi conoscere e fare dei colloqui con aziende interessate. Normalmente organizzati dalle università, sono molto frequentati dai neolaureati in cerca di occupazione. La partecipazione è gratuita.

I Recruiting Day vengono per lo più organizzati dalle Agenzie per il lavoro e dai Centri per l’impiego, che organizzano delle giornate di colloqui su determinate figure professionali. I Recruiting Day sono un’ottima occasione per trovare occupazione o in ogni caso farsi conoscere dalle Agenzie per il lavoro, sempre pronte ad offrire possibilità occupazionali.

  1. Corsi di formazione

Valutare un corso di formazione è una scelta che può ripagare a lungo termine. Se sei un neolaureato hai di fronte a te una vasta gamma di corsi di formazione che puoi decidere di fare, e la scelta a volte può essere propedeutica agli studi appena conclusi oppure no. Individua quali argomenti preferiresti approfondire o su quali vorresti specializzarti e ricorda che la formazione non si ferma appena trovato lavoro.

  1. Tirocini Extracurriculare

Molti neolaureati sperano di uscire dall’università e trovare subito il lavoro dei loro sogni o almeno un contratto a tempo determinato o indeterminato. La maggior parte delle aziende invece inseriscono i giovani in percorsi di tirocinio che, se fatti nel modo giusto, si rivelano la migliore strada per farti entrare nel mondo del lavoro. A differenza di quanto tu possa pensare, il tirocinio è una grande occasione per capire quali sono le tue potenzialità e il tuo grado di coinvolgimento in un determinato lavoro. Inoltre con il tirocinio imparerai sul campo quelle competenze trasversali che l’università non è in grado di insegnarti.

Come trovare lavoro: 5 cose da fare e 5 cose da evitare quando stai cercando lavoro

Spesso ci sentiamo dire che trovare lavoro è già un lavoro. Questo perchè la ricerca di lavoro è un vero e proprio impegno e come tale vanno rispettate alcune regole non scritte. Per cercare lavoro infatti, è importante prestare attenzione ad alcuni accorgimenti comportamentali da attuare e altri che è meglio evitare.

Ma quali sono le 5 cose da fare per cercare lavoro in maniera efficace?

  1. Cura il tuo Curriculum Vitae: Il CV è ancora oggi il principale “Passpartout” per il mondo del lavoro, quasi completamente scomparso nella sua versione cartacea, è però ancora molto richiesto nella versione digitale. E’ importante tenerlo costantemente aggiornato, prestando attenzione a non commettere errori di ortografia, cercando di essere sintetici ed esaustivi. Il consiglio è di non andare mai oltre 1 o 2 pagine.

Guarda i nostri consigli su come creare un curriculum vitae efficace

  1. Cura la tua immagine sul web: fino a qualche anno fa probabilmente nessuno avrebbe pensato di dover curare la propria immagine online. Oggi questo fattore è particolarmente importante anche per avere successo nella ricerca di lavoro. La maggior parte dei Recruiter verifica anche i profili social, le attività e le pubblicazioni. Quindi state attenti a cosa pubblicate!

 

  1. Crea e cura il tuo profilo Linkedin: anche Linkedin rientra nelle raccomandazioni per la cura dell’immagine sul web, ma merita una menzione a parte in quanto universalmente riconosciuto come il Social network professionale per eccellenza. Con Linkedin puoi trasporre il tuo profilo professionale sul web, entrare in contatto con professionisti di settore e dare visibilità alle tue esperienze e competenze. La quasi totalità dei Recruiter utilizza Linkedin per trovare candidati, è facile quindi capire il motivo per cui è importante prendersene cura.

 

  1. Crea un account per fare videochiamate: All’interno del processo di selezione i video colloqui sono sempre più diffusi e richiesti da parte dei selezionatori. Oggi, con l’emergenza dovuta alla diffusione del Coronavirus, il colloquio a distanza acquisisce ancora di più un’importanza strategica. Per questo motivo creando un account per fare videochiamate, arriverai preparato nel caso in cui il selezionatore ti richiederà di fare un video colloquio.

Guarda i nostri consigli su come affrontare un buon video colloquio

  1. Crea il tuo videocurriculum: In aggiunta al CV cartaceo, può essere di supporto nel processo di selezione un videocurriculum. La novità più rilevante consiste nel fatto che il classico curriculum vitae diventa una presentazione video. Tramite il Video Cv hai modo di illustrare al meglio il tuo profilo professionale e le tue capacità comunicative. Il video CV serve per suscitare l’interesse, la curiosità e aumentare le chance di essere contattato di persona.

Guarda i nostri consigli su come preparare un buon video curriculum

Quali le 5 cose che invece non dovresti fare quando stai cercando lavoro?

  1. Essere troppo informale: nei modi di fare e nel modo di vestirsi. L’occhio vuole la sua parte, vestirsi bene è già un ottimo biglietto da visita.

 

  1. Non impegnarsi: non documentarsi sull’azienda, non curare la propria igiene, arrivare in ritardo, prestare poca attenzione alla stesura del Cv o alla lettera di presentazione, sono tutte indicazioni che mostrano quanto tu ti sia impegnato in questa fase di ricerca.

 

  1. Mostrare poco interesse generale: stare al telefono in sala d’attesa, pettinarsi o truccarsi in pubblico, fumare e bere prima del colloquio, denotano una mancanza di interesse generale e di poca concentrazione per un evento importante quale può essere un colloquio di lavoro.

 

  1. Parlare senza pensare e interrompere spesso: è buona educazione lasciar finire di parlare, il selezionatore è molto interessato a quello che hai da dire, ma se sta parlando meglio lasciarlo finire. Allo stesso modo rispondi sempre coerentemente alle domande che ti vengono poste.

 

  1. Condividere troppe informazione, esagerare o addirittura giurare e spergiurare: sii sempre formale ed educato. Non dire più di quello che ti viene richiesto, almeno che non sia inerente alla domanda fatta dal selezionatore.

 

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Bonus formazione 4.0: l’aggiornamento delle competenze in ambito tecnologico per i dipendenti

La Legge di Bilancio 2020 ha prorogato il Bonus per le spese di formazione relative all’aggiornamento delle competenze dei dipendenti nell’ambito delle tecnologie dell’industria 4.0. La misura è volta a incentivare gli investimenti delle imprese in formazione del personale al fine di spronare il processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese stesse.

La misura ricade nel “Piano Nazionale Impresa 4.0” e dà diritto al credito d’imposta per attività di formazione finalizzate all’acquisizione e al consolidamento di competenze in tecnologie quali: robotica avanzata e collaborativa, cloud e fog computing, big data e analisi dei dati, cyber security, simulazione e sistemi cyber fisici, realtà aumentata e realtà virtuale, internet delle cose e delle macchine, integrazione digitale dei processi, uso di stampanti 3D collegate a software digitali.

Tra le novità introdotte dalla legge di Bilancio 2020, c’è l’eliminazione del vincolo dell’accordo sindacale aziendale o territoriale. Pertanto, per il riconoscimento del credito d’imposta, non è più necessario disciplinare espressamente lo svolgimento delle attività di formazione in contratti collettivi aziendali o territoriali, viene rimosso così l’ostacolo principale per l’accesso al beneficio.

L’altra novità introdotta riguarda la misura del beneficio, che potrà arrivare al 60% per i dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati. Ma procediamo con ordine.

Il credito d’imposta è elargito in percentuale sulle spese relative alla formazione del personale dipendente, limitatamente al costo aziendale riferito alle ore e alle giornate di formazione. La misura riconosciuta è così suddivisa:

  • 50% nel limite massimo annuale di 300.000 euro per le piccole imprese sulle spese ammissibili;
  • 40% nel limite massimo di 250.000 euro per le medie imprese sulle spese ammissibili;
  • 30% nel limite massimo di 250.000 euro per le grandi imprese sulle spese ammissibili;

Come anticipato, la misura può raggiungere il 60% nei casi di dipendenti svantaggiati e molto svantaggiati, ai sensi del decreto del 17 ottobre 2017 pubblicato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Rientrano nelle spese oggetto di agevolazioni anche quelle relative al personale dipendente che partecipi alle attività formative in qualità di docente o tutor. Nel suddetto caso le spese ammissibili non possono eccedere il 30% della retribuzione complessiva annua del dipendente.

Quali le imprese che possono godere dell’agevolazione?

Possono accedere al beneficio tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato italiano, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti. Sono invece escluse le imprese in difficoltà ai sensi dell’articolo 2, punto 18), del regolamento (UE) n. 651/2014 e le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del D.Lgs n. 231/2001.

Quali gli adempimenti richiesti alle aziende?

Sono richieste:

  1. una relazione che illustri le modalità organizzative e i contenuti delle attività di formazione svolte, i registri nominativi sottoscritti sia dal personale dipendente partecipante al corso, sia dai docenti o dal soggetto formatore esterno;
  2. La certificazione dei costi dal soggetto incaricato della revisione legale o da un professionista iscritto nel Registro dei revisori legali. La certificazione deve essere allegata al bilancio. Anche le imprese non soggette a revisione legale dei conti devono comunque adempiere a tale obbligo di certificazione.

Infine, tutte le imprese che si avvalgono del credito d’imposta dovranno effettuare una comunicazione al Ministero dello Sviluppo economico, al solo scopo di consentire al Ministero di acquisire le informazioni necessarie per valutare la diffusione, l’efficacia e l’andamento della misura.